Biomeccanica

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La biomeccanica è la meccanica del corpo umano e studia le leggi del moto e dell’equilibrio fisico dell’uomo. Nelle reazioni oculomotorie possono essere distinte 3 fasi

Fase sensoria: che interviene dal movimento della comparsa dello stimolo esterno ai primi segnali di attività elettrica muscolare. Dalla sua adeguatezza dipende la precisione e la sicurezza dell’esecuzione dei movimenti.

Fase premotoria: ha la sua partenza dall’inizio dell’attività elettrica muscolare all’inizio del movimento.

Fase motoria: dall’inizio del movimento al suo completamento, da un punto di vista biomeccanico gli atleti riducono con l’allenamento tecnico la durata di tutte le fasi, resta però fondamentale l’informazione visiva, se l’atleta muovendo la testa, non fa in tempo a verificare la traiettoria della palla se il tempo a disposizione per l’osservazione della stessa è breve, ed è molto difficile che la reazione abbia successo.

Nelle reazioni complesse ha grande importanza la precisione delle azioni dell’avversario lancio e direzione. Da una statistica cronometrica effettuata si è evidenziato come la durata del movimento è maggiore nelle ricezioni rispetto alla ribattuta.

Il lancio e i colpi effettuati con un attrezzo sono espressioni della coordinazione oculo-manuale che richiedono spesso grande precisione. Questi gesti sono realizzati imprimendo una velocità traslatoria ed una angolare tali da far raggiungere all’oggetto un preciso punto nello spazio. Numerosissimi sono gli elementi biomeccanici che vanno considerati e che sono stati studiati.

Spesso la situazione presenta un supplemento di difficoltà, nascente dalla necessità di calcolare le deviazioni della traiettoria dell’oggetto causate dall’interazione con un altro corpo.

Negli sport con attrezzo come il tennis, occorre altresi considerare la velocità della racchetta e soprattutto calcolare sia il punto, che l’angolo di collisione tra la racchetta e la pallina. Quando il pallone possiede prima dell’impatto una certa velocità e viene colpito muovendo la superficie d’urto in senso parallelo alla direzione della velocità della palla, la velocità risultante va calcolata con la regola del parallelogramma, perché somma geometrica delle velocità. In questo caso la palla non va spinta nella direzione voluta, ma in una direzione e con un’intensità tali che la risultante geometrica delle due velocità passi per il bersaglio. Nel tennis per respingere la palla risulta di estrema importanza la scelta dell’inclinazione della racchetta rispetto alla direzione della velocità posseduta dalla pallina stessa. Tenendo la racchetta ferma l’angolo di incidenza è uguale a quello di rimbalzo, per cui è possibile regolare quest’ultimo modificando l’inclinazione della racchetta.

È di fondamentale importanza la correzione dell’azione di lancio o di ribattuta durante la sua esecuzione. Ciò è garantito dalla stessa tecnica che demanda l’intervento finale all’arto superiore, nel caso della coordinazione oculo-manuale, in generale all’arto di contatto.

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