Acuità Visiva Dinamica

Shape 5 Live Search

Abilità Visive

L'Acuità Visiva Dinamica è la capacità di discriminare i dettagli di oggetti in movimento. Nel correlare i valori di Acuità Visiva Dinamica con quelli di Acuità Visiva Statica si nota che possedere una buona Acuità Visiva Dinamica vuol dire possedere anche una buona Acuità Visiva Statica, non è vero però il contrario.

La ragione sta nel fatto che, per possedere una buona Acuità Visiva Dinamica occorre anche un buon livello di coordinazione binoculare, al fine di riuscire a mantenere con una certa continuità la fissazione sull'oggetto che si sta muovendo. L'Acuità Visiva Dinamica,quindi, non è soltanto un abilità visiva, ma un fenomeno articolato che coinvolge aspetti percettivi complessi come il rapporto figura-sfondo, la memoria visiva, la percezione periferica, la visualizzazione, nonchè molti aspetti di organizzazione visiva.

Come per l'Acuità Visiva Statica, L'Acuità Visiva Dinamica è allenabile e migliorabile quantitativamente e qualitativamente, a beneficio delle performance visuomotorie sopratutto nelle attività sportive.

Per comprendere al meglio l'acuità visiva dinamica è importante capire al meglio la stereopsi, ovvero la capacità del nostro sistema visivo di vedere in modo tridimensionale. Gli oggetti si percepiscono attraverso il formarsi delle loro immagini sulle retine degli occhi. Le immagini che si formano sono piatte, tuttavia il mondo viene percepito in modo tridimensionale.
Questo avviene grazie alla disparità retinica: al cervello arrivano due immagini, sostanzialmente uguali fra loro, provenienti dalla retina di ciascun occhio. Queste immagini hanno tuttavia delle piccole differenze prospettiche dovute al fatto che gli occhi fissano l'oggetto da due posizioni diverse.
La differenza fra le due immagini retiniche crea il presupposto per la percezione tridimensionale dello spazio, a patto che tale differenza non sia né troppo piccola, né troppo grande.
Se la differenza fra le due immagini retiniche è troppo piccola, non è sufficiente a creare la discrepanza necessaria per scatenare il senso stereoscopico, se la differenza è troppo grande, il cervello le considera come due immagini diverse e genera quindi una visione sdoppiata, oppure ne sopprime una.